Il momento in cui il corpo inizia a trasformarsi e ad assumere le curve che ogni donna ha può essere davvero complesso da affrontare, senza l’atteggiamento giusto.

Tre passi per aiutare le nostre figlie ad evitare una lotta che molte di noi hanno affrontato, o stanno ancora affrontando. Non per essere troppo protettive, ma per renderle più coscienti di ciò che sono ed aiutarle a volersi bene e a stare bene nel corpo che hanno.

Ogni ragazza, all’inizio della pubertà, è a disagio col proprio corpo. Perché in una società dove l’immagine è tutto, e dove l’immagine dominante è quella della magrezza spesso eccessiva, il momento in cui il corpo inizia a trasformarsi e ad assumere le curve che ogni donna ha può essere davvero complesso da affrontare, senza l’atteggiamento giusto.

E allora ecco tre “passi mentali” da fare con le proprie figlie, ma anche con i figli maschi, perché se la società sembra avere una vera ossessione per l’aspetto fisico delle donne, non è detto che i ragazzi siano meno a rischio.

I tre passi da fare per parlare di “peso” con le nostre figlie

Il “Peso Felice”

Conoscete qualcuno che ha perso molto peso ma è in continua lotta a non tornare come prima? È una cosa molto comune. Questo perché ogni corpo ha un peso forma o “peso felice”. È programmato su di noi, come l’altezza o il colore degli occhi. Quale? È la teoria del “set point”: l’intervallo di peso all’interno del quale il tuo corpo è “programmato” per funzionare in modo ottimale. La teoria del set point sostiene che il corpo tenderà a mantenere quel range di peso. Quando siamo all’interno di questo “peso felice”, non dobbiamo limitare troppo l’assunzione di cibo o aumentare eccessivamente l’esercizio fisico per mantenere il nostro peso. Il nostro corpo è contento così.

Ma quando perdiamo troppo peso, e scendiamo al di sotto di questo range, anche se il nostro BMI (Indice di massa corporea) è ancora considerata “sano”, stiamo iniziando a combattere contro il nostro corpo. E lui inizia a rallentare il metabolismo, a farci sentire sempre freddo, a farci mangiare compulsivamente una confezione di cioccolatini. Se esageriamo, può sospendere il ciclo mestruale. È il suo modo di gridare “Non mi piace essere così magro. Possiamo tornare a livelli in cui sono felice?”

Succedono cose simili quando, al contrario, ingrassiamo eccessivamente. Insomma, il nostro corpo sa sempre come farci capire quando non è “felice”.

Perché è così importante per le nostre figlie?

Il “peso felice” è diverso per ognuno, ma le ragazzine sono bombardate da immagini di un solo tipo di corpo. Naturalmente questo favorisce l’insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, che può portare a fare diete senza una reale necessità, e questo porterà il corpo ad una vera e propria ribellione, per tornare al range di peso ideale.

Insegniamo alle nostre figlie che i loro corpi sono programmati per avere un proprio “peso felice”, e che questo le autorizza a rifiutare senza problemi i messaggi che ricevono dai media o anche dai loro amici su come il loro corpo dovrebbe sembrare. Le aiuterà ad accettare la loro naturale bellezza, anche se fuori dai canoni della pubblicità.

Il “peso felice” fluttuerà.

Abbiamo un “peso felice” diverso gli uni dagli altri. Ma questo peso cambierà un po’ durante le diverse fasi della vita. Pubertà, gravidanza e post-partum, menopausa… Iniziamo dalla pubertà: le donne, per regolare al meglio il ciclo mestruale, hanno bisogno di avere un po’ di grasso corporeo. Questo perché gli estrogeni, ormoni essenziali per la regolazione del ciclo mestruale, vengono prodotti nelle cellule adipose. Quindi è naturale che, quando le ragazze si avvicinano alla pubertà, il loro “set point” aumenti un po’ e il loro corpo tenda ad ingrassare.

Non è un particolare secondario: durante la pubertà la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze non si sente a proprio agio con il proprio corpo. È una normale fase di crescita anche dal punto di vista psicologico. Ma le nostre figlie, spesso, ricevono il messaggio di essere diventate “troppo paffute”, mentre in realtà il loro copro è sano e sta facendo esattamente quel che deve per facilitare il ciclo mestruale naturale.

Parlare con loro di questi cambiamenti può aiutarle a capire che non c’è nulla di sbagliato nel loro corpo che cambia. Un messaggio potente, in una società ossessionata dal peso.

Non devi essere magro per essere in salute.

Quindi è importante che le nostre figlie abbiano del grasso, la giusta dose di “ciccia”, sul corpo. Perché l’equazione magro=sano non sempre è vera, nonostante il pensiero comune sembri indicarlo. Alcuni tipi di conversazioni sulla salute sembrano essere solo dei velati tentativi per far vergognare le persone del proprio corpo, soprattutto se è troppo florido per il pensiero corrente. Prima di tutto: non è la vergogna il modo giusto per accompagnare gli altri ad un cambiamento.

Se vogliamo veramente che le nostre figlie siano in salute, non possiamo essere convinti che l’unico modo sia essere magre. Perché ciò che è convenzionalmente magro nella nostra società in realtà non è salutare per molte persone. Perché essere sani ha molto più a che fare con i nostri comportamenti che con le dimensioni dei nostri jeans. E, soprattutto, perché la magrezza non è la porta della felicità. Per alcuni, l’ossessione per la magrezza porta a preoccuparsi eccessivamente per il cibo e il corpo, a mangiare disordinatamente e, in definitiva, ad odiare se stessi. Non proprio quello che vorremmo per le nostre figlie.

Quando parliamo con le nostre figlie di salute reale, fisica ed emotiva, indipendentemente dal numero che vedono sulla bilancia, le avviamo ad una vita di benessere, invece che ad una vita di guerra con se stesse.

Le nostre ragazze meritano una vita libera dalla vergogna del proprio corpo.

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