Come funziona il linguaggio dei neonati: impariamo a capire come parlano i neonati e come rispondere nei primi mesi di vita

come parlano i neonati

Il linguaggio dei neonati può essere equiparato ad una vera e propria seconda lingua, che il genitore deve sapere interpretare … senza neanche dover frequentare un corso di formazione! Ricordo che all’inizio, quando sentivo il mio bambino piangere, alle volte proprio non capivo cosa volesse comunicarmi: di fatto si tratta di un linguaggio che tuo figlio userà per i primi tempi e come genitori dobbiamo impegnarci ad apprenderlo nelle sue varie forme.

Come funziona il linguaggio dei neonati: comprendiamo come parlano i neonati

Il neonato usa sin da subito il pianto per comunicarti quello di cui ha bisogno, ma anche gli sguardi, la voce e il contatto fisico sono parte del linguaggio dei neonati. Usa la tua voce il più possibile, parla al tuo neonato più che puoi perché, anche se non capisce quello che dici, la tua voce calma e rassicurante gli trasmette sicurezza.

Quando un neonato inizia a piangere in generale c’è qualcosa che non va: se ha fame le grida possono essere brevi e di bassa tonalità, mentre se si è spaventato e ha bisogno di coccole le grida possono essere più agitate. Un neonato può anche piangere perché si sente sopraffatto da tutte le immagini e dai suoni del mondo: quando si sente sovraccarico di informazioni, il pianto può servire come sfogo.

La prima cosa da fare per entrare in comunicazione con il tuo piccolo sin dai primi giorni di vita, dunque, è sicuramente parlare: osserva come la tua voce produce delle conseguenze sul neonato in modo da capire se quel tipo di pianto è collegato al bisogno di cibo, oppure di calore o di contatto fisico. Se tuo figlio piange nella culla, inizia a parlargli mentre ti avvicini: guarda come ti ascolta e percepisce il tono affettuoso. Magari non è ancora in grado di coordinare l’ascolto con la vista, ma osserva come può modificare l’espressione del viso o la postura del corpo, muovendo le gambine o le braccia anche al ritmo delle tue parole.

Impariamo come rispondere ai neonati: la gestione delle coliche

Nei primi giorni di vita è quindi fondamentale dedicare del tempo a comprendere il linguaggio dei neonati. Quando il tuo bambino inizia a piangere, cerca di entrare in contatto con lui facendogli sentire la tua presenza rassicurante attraverso la voce e il contatto fisico.

Ci sono dei momenti in cui le hai provate tutte ma il neonato continua a piangere: non disperare, non significa che non stai capendo cosa vuole dirti. Semplicemente, a volte, il pianto può essere lo sfogo di troppa energia e troppo stimoli da elaborare.

Ci sono infine alcune situazioni particolari come le coliche, in cui il pianto del tuo neonato a volte può diventare veramente straziante, perché continuo e prolungato: in quei momenti sembra non esistere una soluzione. È sicuramente una situazione spiacevole, ma la cosa positiva è che si supera velocemente dopo il terzo o quarto mese di vita del neonato. Nel caso di coliche, comunque, quello che puoi fare è cercare di calmare il neonato: oltre alla voce della mamma, alcuni neonati in quei momenti sono confortati dal movimento, come ad esempio una sedia a dondolo o la passeggiata nella stanza, mentre altri neonati rispondono meglio ascoltando dei suoni, come la musica o persino – pensa che strano – il rumore di un aspirapolvere.

I casi in cui bisogna preoccuparsi ed eventualmente rivolgersi al medico sono quando il pianto è prolungato, le grida sembrano strane, oppure quando il pianto è associato a una scarsa alimentazione, una respirazione innaturale o movimenti insoliti.

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