Ecco la lista delle sei “C” di un genitore perfetto, una guida semplice per genitori più felici e bambini più appagati.

genitore perfetto

Essere un genitore perfetto ci sembra una chimera. Ovvio, la perfezione è impossibile da raggiungere nel nostro mondo. Ma io non demordo e ho pensato che questo semplice elenco, tratto come sempre dalla mia vita quotidiana con i bambini, potrebbe essere una guida utile per molti genitori, un po’ come un “Bignami” della mamma e del papà: ecco le sei “C” di un genitore perfetto. O quasi!

Essere un genitore perfetto: le sei “C” da non dimenticare

  1. C come Confidenza. Si intende la fiducia in sé stessi, il rimanere saldi e il credere nelle proprie capacità. La confidenza è potere, per questo un bambino interagirà meglio con un genitore sicuro di sé piuttosto che con uno pieno di incertezze e dubbi.
  2. C come coerenza, ovvero la ripetizione di comportamenti con variazioni minime. La coerenza comporta un senso di prevedibilità nella vita del bambino e gli fa capire cosa deve aspettarsi quando adotta un atteggiamento inappropriato.
  3. C come comunicazione. La comunicazione è il libero scambio di informazioni tra due esseri umani, mediante un senso di comprensione e partecipazione reciproca. I bambini hanno spesso molte cose di cui parlare, per questo il rifiuto al confronto su certi argomenti non può che causare problemi, perché il bambino cercherà comunque le risposte ma altrove e in altri modi. Il consiglio quindi è essere aperti al dialogo senza critiche o blocchi, perché questo è essenziale per essere un bravo genitore.
  4. C come Compostezza, cioè mantenere la calma, perché genitori fuori controllo crescono figli fuori controllo. Urlare ad un bambino in modo incontrollato non ha senso, bisogna invece tenere l’emotività al di fuori della sfera della disciplina, serbando le emozioni positive per i momenti più appropriati. I bambini, infatti, imparano velocemente a sfruttare le debolezze emotive dei genitori e questo può portare a pericolose spaccature tra i genitori stessi.
  5. C come Comunione, cioè la capacità di essere intimamente legati al proprio figlio. Qui l’invito è stare più a lungo possibile con il piccolo, conoscerlo, essere attenti e dare valore al tempo trascorso insieme. Un legame sano tra genitori e figli porta un reciproco senso di rispetto e, di conseguenza, genitori più felici e bambini più appagati.
  6. C come Consequenzialità. La consequenzialità può essere negativa o positiva; è chiaro che la consequenzialità efficace è in grado di guidare il comportamento corretto e adeguato del tuo bambino in futuro e per tutta la sua vita di adulto. Per esempio, cedere al capriccio di tuo figlio e dargli quello che pretende per farlo stare buono è una consequenzialità negativa, perché il bambino si aspetta in futuro di comportarsi allo stesso modo per ottenere altro. Cerca sempre, come genitore, di scegliere consequenzialità logiche e giuste, non solo facili o convenienti.

Ora non ti resta che mettere in pratica queste sei “C” per vedere, già in poco tempo, come il tuo stile di genitore migliorerà: ne guadagnerà la tua autostima e il rapporto con il tuo piccolo.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *