Come può essere di aiuto il padre, alla mamma che allatta?

papà che dorme con suo figlio

Tempo fa il dilemma da risolvere nelle mie giornate era: quale rossetto indosso? Meglio il rosso oppure quello rosa? Poi, dal giorno in cui quel test è risultato positivo, le mie domande sono cambiate totalmente: salopette o pantalone con elastico? Dieta ferrea o mangio per due? “Tetta” o biberon?

Insomma, diventare mamma mi ha cambiato la vita, e ho iniziato a prendere decisioni che mai mi sarei sognata di adottare prima. Su abbigliamento e alimentazione mi sono lasciata trascinare dalle mode del momento e dai consigli delle amiche più fidate. Per l’allattamento, invece, ho seguito il tanto acclamato istinto materno: ho attaccato entrambi i figli al seno, fin da subito.

Con il primo figlio iniziare l’allattamento è stato un pochino più difficile ma, una volta partita e contro ogni aspettativa, sono andata avanti superando l’anno e mezzo.

Con l’arrivo del secondo, la reazione delle ostetriche è stata entusiastica: sventolavano bandiere e inneggiavano cori da stadio mentre, felici, mi trascinavano avanti e indietro per i corridoi mostrando a tutte le donne presenti in sala di attesa mio figlio attaccato al seno: -«Brava! È così che si fa!» – dicevano – «Vedete? Si può fare!».

Imbarazzante? Forse. Però ogni tanto era bello ricevere una pacca sulla spalla e sentirsi dire brava, nonostante quelli fossero dei momenti di fatto molto stressanti. Talmente stressanti che, devo ammetterlo, non avrei mai potuto farcela senza chi, nel bene e nel male, mi ha aiutata a superare ogni difficoltà: il papà dei miei bambini.

Ingorgo mammario, condotti ostruiti, seno gonfio, mastite, mughetto, stanchezza, depressione… Insomma una lista così lunga che, se fossi stata da sola, avrei smesso di allattare praticamente subito. Sicuramente è anche grazie al padre se il secondo figlio ha ricevuto la dose di latte richiesta.

Allattare non è un’operazione così semplice e il buon attaccamento del bimbo al seno dipende anche da chi ci circonda.

Come può essere di aiuto il padre, alla mamma che allatta?

Ecco di seguito alcuni piccoli consigli, rivolti proprio al papà:

1 – Ringraziala per quello che fa.

Un po’ di gratitudine non guasta. È vero che allattare non deve essere visto come un sacrificio, ma ricevere una sorta di apprezzamento per quello che stiamo facendo è una buona ricompensa.

2 – Manda via l’ironia.

L’ingorgo mammario non ha nulla a che fare con il traffico, e ironizzare sulla montata lattea non porta nessun vantaggio. Ogni donna che allatta non ama essere paragonata a una mucca da mungere e, di sicuro, non apprezza battute da fattoria ogni volta che si attacca la pompa elettrica per togliere il latte in eccesso.

3 – Aiutala in modo concreto.

Allattare è un’azione che si fa in modo naturale, ma ciò non significa che non possa causare un pochino d’imbarazzo. Non è facile riuscire a posizionare il piccolo nel modo giusto e sistemare dei cuscini per rendere il tutto più confortevole, può aiutarla a rendere questo momento meno stressante. Farsi un selfie davanti al lavandino per dimostrare di aver lavato la pompa da latte non è sicuramente un gesto che la mamma apprezzerà, perché lavarlo dovrebbe essere un’azione da fare sempre e non un evento eccezionale da incorniciare sui muri o condividere sui social.

4 – Rafforza il tuo legame.

Caro papà che dormi tutta la notte e ti svegli sentendoti un leone: Beato te! Ricordiamoci che gli squilibri ormonali e la mancanza di riposo possono spingere la mamma a interrompere l’allattamento. Quindi, se la trovi seduta sul divano con le occhiaie che toccano le ginocchia è perché ha passato la notte in bianco ad allattare il piccolo svegliandosi ogni due ore. In questi casi è cosa buona e giusta portarle qualcosa da bere o qualcosa da sgranocchiare durante la poppata.

Il papà, soprattutto durante i primi mesi di vita del bambino, ha un ruolo molto importante per il benessere della mamma. Se affronterà questo ruolo nel modo giusto, il papà permetterà alla madre di potersi concentrare sull’accudimento del nuovo arrivato. No, non sarà facile, ma sarà certamente un’esperienza indimenticabile.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *