I figli di genitori iperprotettivi potrebbero diventare adulti che vivono le relazioni con difficoltà.

I figli di genitori iperprotettivi hanno generalmente difficoltà nel prendere decisioni, temono ogni tipo di situazione “rischiosa”, tollerano poco la frustrazione e si scoraggiano al primo problema. Custodire i bambini sotto una “campana di vetro” può solo renderli incapaci di far fronte al mondo reale: in altre parole, così facendo li si predispone ad arrancare a scuola, all’università, nel lavoro e nelle relazioni sociali.

  • I bambini di genitori iperprotettivi rischiano di vivere la scuola con difficoltà

I bambini con genitori iperprotettivi generalmente sono soggetti a restrizioni e controlli molto rigidi da parte dei genitori. I quali, intendendo “nobilmente” preservarli dai pericoli del mondo, privano di fatto i propri figli di un’infanzia spensierata.

Gli stessi genitori risolvono i problemi al loro posto, facendoli sentire incapaci di tracciare un proprio percorso, bloccando sul nascere l’iniziativa personale. Questi piccoli tendono a sviluppare un notevole senso di “diritto acquisito”, dato che non è mai stato insegnato loro che non sono il centro dell’universo e che devono imparare a collaborare con gli altri.

Frequentemente gli insegnanti considerano questi bambini problematici, perché insistono per essere aiutati il più possibile. Può capitare che vengano isolati o non rispettati dagli altri bambini proprio per la loro natura bisognosa e non autonoma. La mancanza di carattere, e del senso di appartenenza ad una collettività di individui, possono farne un facile obiettivo per i bulli.

  • I figli adolescenti di genitori iperprotettivi non riescono a fare esperienze concrete

Nella fase dell’adolescenza la situazione si complica ancora di più perché i ragazzi assumono un comportamento passivo e rassegnato alla totale influenza dei genitori. Subendo limitazioni diffuse e più severe rispetto ai coetanei, non possono fare esperienze concrete sulle quali potersi basare per affrontare autonomamente il futuro, diventando quindi ansiosi davanti ai rischi.

Spesso emarginati dai coetanei, non svolgono attività extra scolastiche a meno che non siano consigliate e approvate dai genitori, che credono sia meglio sorvegliarli il più possibile per “tenerli fuori dai guai”. In alternativa, questi adolescenti possono sviluppare atteggiamenti estremamente aggressivi e ribelli verso i coetanei e le istituzioni, come reazione allo stretto controllo esercitato fino a quel momento da mamma e papà.

Faticano ad affrontare scelte e situazioni in autonomia, perciò spesso soffrono di stress, soprattutto quando affrontano il contesto dell’università. Magari vicino casa, perché sono i genitori a scegliere per loro scuola e specializzazioni.

  • I figli ormai adulti dei genitori iperprotettivi non sanno gestire le relazioni affettive e di lavoro

Nel mondo del lavoro questi adulti appaiono immaturi, con bassa autostima, poca iniziativa e scarsa tolleranza per le difficoltà. Entrano velocemente in stato di frustrazione e hanno un approccio al lavoro difficoltoso, per cui non trovano impiego con facilità e, a causa dell’educazione ricevuta, spesso non possiedono le competenze necessarie per affermarsi professionalmente.

Nelle relazioni interpersonali le cose non migliorano: nei rapporti in cui è richiesta l’uguaglianza tendono ad accentuare i propri difetti e risultano passivi; la maggior parte delle “storie” non dura a lungo. Spesso sono attratti da relazioni in cui il partner è dominante, perciò preferiscono restare nella “sicurezza” della clandestinità anziché scegliere un rapporto più soddisfacente.

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