Educare i figli alla gentilezza: i 5 consigli dello psicologo


Educare i figli alla gentilezza per renderli – domani – adulti premurosi, gentili, rispettosi e responsabili. Da Harvard, 5 suggerimenti e qualche consiglio utile.

Educare i figli alla gentilezza

Educare i figli, lo sappiamo bene, è una sfida quotidiana…
Non mancano i momenti di sconforto. Come quando, ad esempio, i nostri bambini hanno atteggiamenti egoistici o poco rispettosi verso gli altri o, ancora, mostrano poca gentilezza o compassione verso le esigenze altrui (alzi la mano a chi non è successo, almeno una volta!).

Immagino che tutti i genitori si auspichino che i propri figli crescano nel modo più educato possibile e che diventino, un domani, adulti premurosi, gentili, rispettosi e responsabiliMa come aiutarli a sviluppare questi atteggiamenti? Quali strategie educative possiamo adottare per trasmettere ai nostri figli i concetti di gentilezza, compassione, rispetto e attenzione verso gli altri?

I nostri figli si comportano così come vengono trattati

Che i nostri figli si comportino proprio così come noi li trattiamo, è uno dei principi di base del Natural Parenting (consiglio a tal riguardo il libro Genitori con il cuore di Jan Hunt). Tuttavia, è bene non smettere mai di domandarsi se stiamo davvero lavorando nella direzione giusta!

Ed è proprio quello che ho fatto leggendo questo articolo del Washington Post sull’educazione dei bambini, in cui si sostiene che il comune e diffuso atteggiamento genitoriale estremamente focalizzato sulle capacità e i successi dei propri figli (piuttosto che sul loro grado di rispetto e attenzione verso gli altri) non li aiuterebbe a diventare adulti rispettosi, premurosi e gentili. Anzi…

I bambini (che non nascono né buoni né cattivi di per sé) hanno bisogno di adulti che li aiutino e gli insegnino a diventare gentili, rispettosi verso gli altri e responsabili verso la comunità di cui fanno parte. In tutti gli stadi della loro infanzia. Ed ecco che lo psicologo di Harvard Richard Weissbourd, responsabile del progetto Making Caring Common, ci fornisce 5 strategie per  educare i nostri figli alla “gentilezza”, che riporto in sintesi qui di seguito.

5 consigli per educare i figli alla gentilezza

1) Fa’ in modo che l’attenzione verso gli altri diventi una priorità
I genitori tendono spesso a dare la priorità alla felicità e ai successi dei propri figli piuttosto che alla loro attenzione e pro-attività verso gli altri. I bambini, tuttavia, hanno bisogno di imparare a bilanciare le loro esigenze personali con i bisogni degli altriEd  è proprio dai genitori che i figli debbono percepire che l’attenzione verso gli altri è una priorità.

Consigli pratici:

  • invece di dire a tuo figlio: “la cosa più importante è che tu sia felice” prova a dirgli “la cosa più importante è che tu sia gentile
  • assicurati che i tuoi bambini più grandi si rivolgano sempre agli altri con rispetto, anche quando sono stanchi, distratti o arrabbiati
  • sottolinea l’attenzione verso gli altri anche nei momenti in cui interagisci con le altre figure adulte rilevanti nella vita dei tuoi figli (come gli insegnanti o gli educatori)

2) Dai l’opportunità ai tuoi figli di sperimentare l’attenzione verso gli altri e la gratitudine
L’attenzione verso gli altri, la gentilezza e la gratitudine si possono apprendere, proprio come si impara un nuovo sport o a suonare uno strumento. La ripetizione quotidiana (che si tratti di aiutare un compagno con i compiti, aiutare la mamma in casa o svolgere un compito per la scuola) fa in modo che l’attenzione verso gli altri si sviluppi e si apprenda seconda natura, affinando le capacità di gentilezza nei più piccoli. E lo stesso vale per la gratitudine.

Diversi studi dimostrano che le persone che hanno l’abitudine di esprimere gratitudine agli altri hanno più probabilità di essere disponibili, generose, compassionevoli e tolleranti. E pare anche che abbiano più probabilità di essere sane e felici ;-)

Consigli pratici:

  • non premiare tuo figlio per ogni atto di gentilezza (come ad esempio se sparecchia la tavola). Dovremmo aspettarci che i nostri figli ci aiutino in casa, con i fratelli e con gli amici: per questo andrebbero premiati soltanto atti di gentilezza fuori dall’ordinario.
  • parla e confrontati con tuo figlio sui diversi atti di gentilezza (o di maleducazione) che ha occasione di vedere in TV o di sperimentare nella sua vita quotidiana
  • fa’ in modo che la gratitudine diventi un rituale quotidiano: a cena, all’ora di andare a letto, in auto o in metropolitana. Abitualo ad esprimere un ringraziamento per tutti quelli che si occupano di lui e della comunità di cui fa parte, nei tanti modi possibili.

3) Estendi il concetto di “interesse” del tuo bambino
Quasi tutti i bambini si preoccupano di una ristretta cerchia di familiari e amici. La nostra sfida è fare in modo che i nostri bambini imparino a prendere in considerazione anche chi è al di fuori di quella stretta cerchia. Questa prospettiva più ampia li aiuterà anche ad entrare in relazione anche con i soggetti più vulnerabili. Soprattutto, nel nostro mondo globale, i bambini hanno bisogno di sviluppare la preoccupazione per le persone che vivono in culture e comunità, anche molto diverse rispetto alla loro.

Consigli pratici:

  • assicurati che tuo figlio sia cordiale e grato con tutte le persone nella sua vita quotidiana (la maestra, il conducente d’autobus, la cameriera e così via)
  • incoraggia tuo figlio a prendersi cura di chi è più vulnerabile. Forniscigli alcune semplici idee per entrare in relazione con gli altri: come ad esempio confortare un compagno di classe che è stato preso in giro.
  • utilizza un articolo di giornale o una news in TV per spronarlo a pensare alle difficoltà che incontrano i bambini che vivono in un altro paese

4. Sii tu, per primo, un modello etico e una guida
I bambini imparano valori etici osservando le azioni degli adulti che rispettano. Imparano molto anche riflettendo, insieme a loro, sui vari dilemmi etici del quotidiano.

Essere un modello etico e una guida significa che dobbiamo praticare l’onestà, la correttezza e la gentilezza noi stessi per primi. Ma ciò non significa essere sempre perfetti! Per fare in modo che i nostri figli ci rispettino e si fidino di noi, dobbiamo riconoscere i nostri errori e i nostri difetti. Inoltre, dobbiamo rispettare il pensiero dei bambini ed ascoltare le loro opinioni, dimostrandogli come vorremmo che loro ascoltassero gli altri.

Consigli pratici:

  • fai volontariato o qualcosa di utile per gli altri o la comunità, almeno una volta al mese. Ancora meglio, fallo insieme a tuo figlio.
  • a cena, proponi a tuo figlio un dilemma etico su cui riflettere o chiedigli la sua esperienza su altre questioni che ha affrontato durante la giornata.

5. Aiuta tuo figlio nella gestione dei sentimenti negativi
Spesso la gentilezza e la propensione verso gli altri è sopraffatta dalla rabbia, dalla vergogna, dall’invidia o da altri sentimenti negativi. Nostro compito è insegnare ai ai bambini che tutti i sentimenti sono leciti, anche quelli negativi! Semplicemente, dobbiamo insegnargli ad affrontarli in maniera costruttiva e non distruttiva.

Consiglio pratico:

Ecco un modo semplice per insegnare a a tuo figlio a calmarsi: chiedigli di fermarsi, di prendere un respiro profondo attraverso il naso, di espirare con la bocca e di contare fino a 5. L’ideale è fare pratica quando il bambino è tranquillo (come un gioco) in modo che, all’occorrenza, sarà semplice ricordargli cosa deve fare per calmarsi. Dopo un po’, vedrai, comincerà a farlo da solo e sarà in grado di esprimere i propri sentimenti (anche negativi) in modo utile, appropriato e costruttivo.

One Comment

  1. dopo aver letto molto sull’educazione dei figli, ora sto utilizzando il metodo Montessori. La gentilezza è alla base del futuro dei bambini.

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