4 strategie per uscire dallo “status no” e supportare la ricerca di autonomia di tuo figlio.

Può capitare di sentirsi veramente chiusi in un circolo vizioso, quando vuoi fare un po’ di conversazione con tuo figlio ma lo scambio risulta più o meno di questo tenore:

Tu: “Andiamo a giocare dalla nonna?”

Il tuo bambino: “No!

Tu: “Come, non ti piace andare dalla nonna?”

Il tuo bambino: “No!

Tu: “Perché non ti piace la nonna?”

Il tuo bambino: “No!

Quando ci troviamo a vivere il momento dello “status no” sentiamo che queste due, semplici, piccole lettere sono in grado di svilire e appassire ogni speranza di confronto.

Fortuna che di fronte a noi c’è un bambino, e tutti i bambini affermano la loro nascente indipendenza in molti modi. “No” compreso.

Dalla rabbia per essere bloccato dalla cintura al sedile dell’auto, passando per il risentimento contro la tazza del latte perché del colore sbagliato, per finire con la corsa a nascondere tutti i giochi all’arrivo degli amichetti perché “sono miei”: la negazione ha risorse infinite in tenera età!

Ma lo “status no” è solo l’altra faccia di una ricerca di autonomia che sicuramente è positiva per lo sviluppo del piccolo, anche se a volte può prendere pieghe eccessivamente autoreferenziali. Quindi, se vi rendete conto che il livello di negatività sta superando il bordo della tazza (dal colore sbagliato), ecco come insegnare la “lingua positiva”.

  1. Prima di tutto ripensa il tuo linguaggio

Lo so, è fastidioso sentirsi ripetere continuamente che il comportamento dei bambini è lo specchio di quanto appreso dai genitori, ma quando si parla di linguaggio i piccoli effettivamente imparano dalla ripetizione e dall’interazione che hanno con gli adulti.

Quanti “no” diciamo per educare i nostri figli? “Non toccarlo”. “Fermati.” “Ho detto no!”. Ma se non ne puoi più di ascoltare i suoi “no” devi fare lo sforzo anche tu di ricostruire la tua interazione in modo positivo, così il tuo bambino potrà attingere ad un vocabolario più ricco.

Per esempio, invece di dire “Non gridare” potresti chiedere di usare “un tono di voce più basso”; oppure “Non salire sulla sedia” potrebbe diventare “Scendi dalla sedia”. Semplici modifiche al tuo stesso linguaggio avranno risultati strabilianti.

  1. Afferma invece di chiedere

Se il no è la risposta preferita di tuo figlio prova ad annunciare le cose invece di chiederle. Per esempio invece di chiedere: “Vuoi fare il bagno?” potresti dire: “È ora di fare un bagno, vado subito a preparare l’acqua”. Non aprire alla possibilità di dirti di no.

  1. Offri alternative

Se viene data una scelta tra due alternative il piccolo potrà alleviare il desiderio di affermare sé stesso. Potresti provare ad offrire due soluzioni, ad esempio: “Vuoi una banana o una mela?”. In una situazione linguistica come questa il bambino è obbligato a comunicarti qualcosa di più di un semplice no. Quasi sempre.

  1. Lascialo un po’ fare

Quando tuo figlio urla “Noooo” spesso è inconsapevolmente frustrato perché ha poca o nessuna autonomia. In un momento di ricerca e di sviluppo personale può essere difficile per lui accettare di “essere ancora piccolo”.

Prova a dargli un margine di libertà nell’ambito di quello che deve fare per forza; questo potrebbe alleviare lo stress e far venire meno il bisogno di dire sempre “no”. Ad esempio, potresti lasciare che indossi una maglietta diversa da quella che avevi pensato tu, anche se non si abbina con i pantaloni. Oppure potresti lasciarlo salire da solo sul suo posto auto, invece di posizionarlo tu, valorizzando le sue capacità di autonomia.

Comunque sappi che si tratta solo di una fase: se tutto questo non funziona non disperare, ricorda che lo “status no” è qualcosa non durerà per sempre. No?

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *