Allattamento prolungato, i benefici fisici e psicologici


Nutrienti e anticorpi contro le malattie, serenità e dolcezza contro lo stress della crescita. Ecco i benefici dell’allattamento prolungato: sempre consigliato, ma senza forzature.

Photo credit Gyspyfreelance.com

Ha superato l’anno di età, ma continua a prendere (o pretendere!) il seno.
A questo punto è più che lecito domandarsi se l’allattamento prolungato oltre l’anno sia utile e, soprattutto, salutare (sia dal punto di vista fisico che psicologico). E la prima cosa ti dico è: tranquillizzati!

Ci sono diversi studi che dimostrano come l’allattamento prolungato sia oltremodo favorevole al suo sviluppo psico-fisico, a tal punto che enti internazionali del calibro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’UNICEF raccomandano alle donne di allattare i propri figli fino ad almeno i due anni di età. E, se possibile, addirittura oltre!

Al di là degli aspetti psicologici (di cui ti voglio parlare fra un po’) gli aspetti fisiologici e le proprietà chimiche del latte materno anche oltre i 12 mesi, farebbero proprio pensare che la natura favorisca l’allattamento prolungato al seno, contro tutte le più comuni raccomandazioni di distacco del bambino dalla mamma per motivi di autonomia psicologica.

I dati scientifici a favore dell’allattamento prolungato

Dal punto di vista nutrizionale, il latte materno risulta ricco di sostanze nutritive che possono completare e integrare la dieta solida del bambino. Le statistiche riportate da KellyMom.com indicano che 448 ml di latte materno assunto tra i 12 e i 23 mesi di vita sono capaci di offrirgli:

  • il 29% dell’apporto energetico quotidiano;
  • il 43% del fabbisogno di proteine;
  • il 36% del fabbisogno di calcio;
  • il 75% del fabbisogno di vitamina A;
  • il 76% del fabbisogno di folato;
  • il 94% del fabbisogno di vitamina B12;
  • il 60% del fabbisogno di vitamina C.

Come puoi vedere tu stessa, con l’allattamento prolungato al seno, il tuo bimbo acquisisce molti nutrienti che integrano al meglio la sua alimentazione, soprattutto sotto l’aspetto vitaminico.

Oltre ai nutrienti, l’allattamento prolungato garantisce gli anticorpi

Se ciò non fosse sufficiente, sempre KellyMom.com cita altre importanti fonti (come l’OMS, il manuale Nutrition During Lactation, il libro The Companion Nursing Mothers di Kathleen Huggins e tante altre pubblicazioni scientifiche internazionali) che sono concordi nel sostenere che il latte materno dopo il secondo anno di vita è ancora ricco di anticorpi.
E che questi anticorpi possono contribuire a formare il sistema immunitario del bambino (che risulterebbe completo solo al 60% nel momento dello svezzamento).

Alcuni anticorpi, addirittura, si formerebbero proprio dopo i primi 12 mesi. I bambini allattati oltre il primo anno di vita si ammalerebbero di meno. Pare addirittura che l’allattamento prolungato sarebbe in grado di prevenire fino al 10% delle morti infantili!
Senza contare che i bambini ammalati spesso non riescono a mangiare nulla, ma trattengono bene il latte materno che assolve a tutte le esigenze nutrizionali anche nei periodi di malattia.

Ma non solo. Ad ammalarsi meno, sarebbero anche le mamme. Secondo uno studio condotto dall’Istituto Sanitario Nazionale degli USA NIH, le donne che allattano oltre i 12 mesi vedono ridurre il rischio di cancro al seno di una percentuale che cresce ancora al protrarre l’allattamento oltre i 24 mesi. Di questo e tanto altro abbiamo già parlato nel nostro post sui benefici e i plus dell’allattamento al seno ;-)

I benefici psicologici

A questi vantaggi medico-scientifici, si aggiungono poi i benefici psicologici.
Secondo Norma Jean Bumgarner, l’allattamento prolungato renderebbe il “mestiere” materno ancora più facile ed emotivamente coinvolgente, sia per la mamma che per il bambino.

Inoltre, per il bambino la suzione continua a essere un gesto molto rilassante, oltre che a rafforzarlo emotivamente. E nonostante sia credenza comune che il bambino debba essere lasciato ad affrontare la realtà in modo autonomo, l’allattamento al seno prolungato non rischia di creare dei complessi di dipendenza. Al contrario, essendo meno nervoso e sentendo costante la vicinanza della mamma come guida, il bambino riuscirebbe a percorrere meglio le tappe della crescita.

Infine, da un punto di vista biologico, l’allattamento prolungato è consigliato perché rappresenta il gesto più naturale e semplice possibile con cui una madre dimostra tutto il proprio amore e tutta la protezione per i suoi piccoli.

Non è un obbligo!

Al di là di quelle che sono le evidenze scientifiche e psicologiche sugli effetti benefici dell’allattamento prolungato al seno, voglio anche invitarti a riflettere sul fatto che tutte queste indicazioni rappresentano delle linee guida generali, che poi vanno effettivamente applicate di caso in caso alle esperienze specifiche di ogni mamma.

Infatti, è essenziale ribadire che l’allattamento prolungato al seno è davvero benefico a patto che venga condotto da entrambi gli interessati con serenità e senza ansie o stress.

Ad esempio, a me è capitato con il mio bambino di essere andata avanti con l’allattamento oltre l’anno di vita, ma il piccolo si svegliava circa 5 a notte per reclamare il seno. La mancanza di sonno e i continui risvegli mi hanno provocato un grande senso di frustrazione e un principio di esaurimento nervoso che rischiava di essere deleterio, oltre che per me, anche per lui. In queste condizioni, ho realizzato che, nel nostro specifico caso, proseguire avrebbe avuto delle conseguenze negative per entrambi.

Ti racconto tutto questo per dirti che le linee generali sono sempre giuste, ma devi sempre tenere in considerazione l’applicabilità delle stesse nei casi specifici delle tue condizioni. Questo significa che per quanto l’allattamento prolungato sia corretto e vantaggioso, è giusto che avvenga solo se tu e il tuo bambino siete sereni in questo senso, senza forzature.

E qualora, per un motivo o per un altro, l’allattamento non possa essere prolungato, non devi sentirti in colpa! Ma, anzi, procedere nel tuo percorso di mamma, assumendo nei confronti del bambino altri tipi di premure e attenzioni. Il piccolo apprezzerà la tua vicinanza in altri gesti e non soffrirà per il distacco.

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